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La prima volta in montagna di Alessia

Ricordo come fosse ieri la mia prima volta in montagna.

Conoscevo Andrea da qualche mese e non avevo capito ancora del tutto l’entità della sua passione per la montagna. Ora lo so, e da moglie di un vero e proprio “alpinista” e ora Accompagnatore di Media Montagna, non posso che essere felice di aver iniziato a frequentare l’ambiente montano. 

Dopo una breve camminata in collina nel vittoriese, dove abitiamo, mi propose di salire il Monte Pizzoc, una cima di 1565 mt che, assieme al Col Visentin, cinge Vittorio Veneto in una sorta di abbraccio!

Lassù, dove il Rifugio Città Di Vittorio Veneto domina tutta la Vallata, c’ero già stata molti anni prima, ma ero arrivata in macchina!

Questa volta la nostra via di salita, detta “diretta”, prevedeva un dislivello di circa 850 mt…mai affrontato prima in vita mia!

Vestiti sportivi e con le scarpe giuste ai piedi, io e Andrea, ci siamo incamminati. Le prime rampe e salite su sassi mi hanno messa alla prova ma pian piano abbiamo raggiunto il bosco e un tratto con pendenze più dolci.

Non essendo molto allenata dovevo fare tante pause e dopo una mezz’oretta ho anche sbottato deprimendomi e piangendo… Non ce la facevo più! Sentivo la fatica e la mancanza di fiato.

Andrea ha subito capito cosa mi stava succedendo e ha avuto una grande pazienza, qualità, tra le molte altre, che mi ha fatto innamorare di lui ancora più profondamente e che per fortuna ha tuttora!

Ha assecondato il mio bisogno di fare una pausa un po’ più lunga, di sfogarmi e mangiare qualcosa per ricaricare le energie spese. Mi sentivo come una bambina capricciosa, ma era più forte di me, non riuscivo a controllare lo stress!

Mi guardava in silenzio ma era come se mi dicesse con gli occhi che tutto sarebbe passato, di non aver paura, di non temere di esprimere le mie emozioni!

Ho fatto un bel pianto e ho sfogato le mie ansie e la preoccupazione di non farcela!

Dopo sono stata meglio e ho sentito una ritrovata energia per ripartire e incamminarmi di nuovo sul sentiero.

Non c’è voluto molto per raggiungere un belvedere con un panorama mozzafiato che mi ha ripagato e rincuorato della fatica che stavo facendo. Quando ho capito che ormai eravamo in cima ho iniziato a rilassarmi e a sentirmi felice!

Di lì a qualche mese avrei fatto camminate che ancora oggi, dopo 10 anni di esperienze in montagna, ricordo come imprese degne di nota e come prestazioni fisiche eccezionali per una neofita com’ero all’epoca, tra cui e su tutte, l’escursione da Malga Ciapela al Rifugio Contrin, sotto la parete Sud della Marmolada, con circa 1300 mt di dislivello!

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