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Maltempo in montagna: temporali

Come comportarsi in caso di temporale?

Quali sono i maggiori rischi che si corrono?

In montagna il maltempo e i temporali possono arrivare molto più rapidamente di quanto ci si aspetti.

Per questo, in caso di improvvisi cambiamenti meteorologici non bisogna farsi prendere dal panico attuando comportamenti poco sensati. Bisogna capire innanzitutto quali possono essere i maggiori rischi e la loro gravità.

Un primo rischio, il più frequente, è quello di bagnarsi a causa della pioggia, ciò può causare, combinandosi all’abbassamento di temperatura, una veloce perdita di calore corporeo e un possibile inizio di ipotermia se non siamo in condizioni di ripararci o vestirci adeguatamente e soprattutto qualora dovesse intervenire anche la stanchezza ad indebolirci.

Un altro problema può essere dato dalla grandine che, in alcuni casi, può effettivamente essere un “bombardamento” dall’alto e può provocare dei veri e propri traumi ed ematomi su tutto il corpo. In questo caso se non è possibile ripararsi, una buona soluzione è quella di rannicchiarsi e coprirsi con tutto ciò nello zaino, zaino compreso. Solitamente questo fenomeno non dura più di qualche minuto, almeno nella sua forma più intensa.

L’ultimo problema, potenzialmente il più pericoloso, ma fortunatamente anche il più raro, è quello di essere colpiti da un fulmine. Non bisogna tuttavia sottovalutare questa eventualità e si devono adottare quindi dei comportamenti adeguati. Bisogna capire come funzionano i fulmini e dove colpiscono a terra.

Smentiamo le credenze che i fulmini siano attirati dai cellulari, dalle collanine o da tutti gli oggetti metallici. Gli oggetti metallici sono solamente dei buoni conduttori, quindi è da evitare di sostare in ferrata, o vicino a strutture metalliche, per il semplice motivo che, nell’eventualità in cui  il fulmine dovesse colpire uni di quegli oggetti, anche se ad una certa distanza, sarebbe quasi come essere colpiti direttamente. I fulmini sono attirati principalmente dagli oggetti più alti o dagli oggetti più appuntiti, indipendentemente dal materiale di cui sono fatti. Quindi un albero isolato in mezzo a un prato o, in generale, una cima di una montagna o un oggetto in mezzo ad un lago sarebbero indubbiamente dei probabili bersagli. Bisogna per questo, in caso di temporale, non sostare assolutamente su una cima o sulla cresta di una montagna, ma scendere al più presto e, possibilmente, ripararsi all’interno di rifugi naturali nel terreno se siamo ancora in alta quota. Se, al contrario, siamo su un prato a quote più basse bisogna cercare di allontanarci da quest’ultimo per raggiungere non un singolo albero, ma della vegetazione magari più fitta con alberi a chioma più bassa.

Ovviamente questi suggerimenti valgono nel caso non si possa cercare un riparo chiuso e più sicuro.

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