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Trekking: cosa? come? in che modo?

Trekking è una parola inglese, ormai di ampio uso anche in Italia, che si riferisce principalmente a  un percorso a piedi per sentieri e strade con itinerari di vario tipo nella natura, da soli o in gruppo, della durata di più giorni.

Passeggiare nella natura è, da sempre un modo per tenersi in forma e per me da qualche anno è soprattutto un nuovo modo di riappropriarsi di ritmi lenti e di visitare nuovi posti riscoprendo la natura e la lentezza del cammino.

Le domande principali che mi rivolge chi pensa di intraprendere per la prima volta l’esperienza di un trekking sono:

dove si dorme? cosa si mangia? e quanto grande e pesante deve essere il mio zaino?

Partiamo dal dire che esistono varie modalità, anche molto differenti, di concepire un’escursione, tanto più se si tratta di trekking di più giorni.

Da quando sono diventato Accompagnatore di Media Montagna ho avuto modo di sperimentare personalmente il fascino dell’organizzazione di camminate di più giorni, soprattutto sulle Dolomiti.

Si tratta di zone molto antropizzate, pertanto sulla maggior parte dei percorsi escursionistici si incontrano rifugi o posti di ricovero a poche ore di cammino tra un posto e l’altro.

Ciò non vuol dire che  possiamo pianificare a caso i tempi di percorrenza e gli itinerari pensando di trovare sempre e comunque un rifugio lungo strada!

Possiamo però pensare, muovendoci in Dolomiti, o in zone similmente ricche di rifugi, di pianificare il nostro lungo itinerario, sfruttando i rifugi per mangiare e dormire.

In questo modo, più comodo e confortevole della totale autonomia, risparmiamo innanzitutto molto peso da portare in spalla e usufruiamo di maggiori confort.

Un tipico trekking di rifugio in rifugio prevede quindi una camminata giornaliera di alcune ore, anche di tutta la giornata, per poi riposare, cenare, dormire e svegliarsi con una ricca colazione, presso il rifugio prescelto lungo il nostro percorso.
Solitamente i rifugi di montagna ospitano i clienti in camere promiscue di più persone e richiedono quindi un minimo di spirito di adattamento.

Al giorno d’oggi sono molti i rifugi che offrono un buon grado di confort sotto tutti gli aspetti, dalla ricca cucina ai servizi igienici, alla qualità dei posti letto.

Dobbiamo però tener conto che stiamo parlando di ambienti di alta montagna, con difficoltà di approvvigionamento delle provviste, spesso con carenza d’acqua, se non quella trasportata da valle, e quindi non tutti possono offrire un servizio doccia, ad esempio, o altre comodità considerate standard per una struttura di pianura.

Cosa portare quindi nello zaino?

Deve necessariamente contenere tutto il nostro guardaroba? Assolutamente no!
Dobbiamo minimizzare il peso portando il massimo del necessario. Cosa vuol dire?
Non possiamo pensare a tutte le eventualità possibili, dobbiamo valutare nel migliore dei modi cosa è assolutamente necessario e cosa no.

Per fare questa scelta dobbiamo capire quanti giorni durerà il nostro trekking, il tipo di itinerario, le nostre capacità atletiche e il clima che troveremo.

Il meteo in montagna può cambiare spesso e velocemente quindi una parte dell’abbigliamento deve tenerne conto, in ogni caso, anche con previsioni meteo piuttosto buone.

Anche il nostro allenamento è fondamentale; quanto più si è veloci e allenati, tanto prima e tanto più facilmente si potrà raggiungere un posto di riparo o resistere a condizioni di difficoltà.
Per il tipo di itinerario ad esempio dobbiamo tener conto che se durante il nostro percorso giornaliero non ci sarà la possibilità di approvvigionarsi d’acqua, dovremmo partire quindi con una scorta maggiore, e questa valutazione è assolutamente fondamentale.

Cose fondamentali assolutamente da non dimenticare: giacca antipioggia, maglia termica, qualcosa da
mangiare e da bere.

Mi fermerei qui, perché volendo, tutto il resto potrebbe essere superfluo, o non così necessario come questo kit di sopravvivenza. In realtà, per essere davvero pronti per un trekking, il mio consiglio è di mettere nello zaino anche un ricambio intimo, calzini, un pantalone lungo, una maglia, un kit di primo soccorso ed il sacco lenzuolo per dormire nei rifugi.

Tutto questo sempre senza esagerare! L’eccessivo peso in spalla ci affatica prima, compromette l’equilibrio e l’agilità.

Ecco perché all’interno della mia offerta a livello di escursioni in montagna, propongo così spesso i trekking!
Aldilà dell’indubbio beneficio fisico e mentale del camminare, a ritmo sostenibile, in mezzo alla natura, per me il trekking è anche un momento importante dal punto di vista  umano. Gli incontri che si fanno coi compagni di viaggio o con gli altri escursionisti che ritroviamo alla sera nei rifugi, hanno un carattere di ingenuità e di semplicità che va assolutamente provato almeno una volta nella vita!
Per esperienza ho notato che durante il trekking l’individuo finisce per essere se stesso, abbandona il ruolo che normalmente ha nella vita e quindi ha anche l’opportunità di instaurare rapporti umani molto più profondi.

Cosa aspetti, quindi?! Il mio consiglio per le prime esperienze con ogni nuova avventura è di rivolgervi a chi ha fatto di una passione la sua professione: le Guide Alpine o gli Accompagnatori di Media Montagna (come noi di Dolomiti Beat!), ad esempio, che sapranno organizzare e consigliarti al meglio anche l’abbigliamento e la preparazione dello zaino.

Non ci aspetta che partire! Vedrai che poi… non ti fermerai più!

Se hai voglia di sperimentare.. dai uno sguardo al programma estivo dei nostri Trekking di più giorni!

E se hai voglia di approfondire la questione Zaino, in questo breve video ti spiego come preparare lo zaino per un paio di giorni di escursione!

Buon visione e buone gite!

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